Il Libro

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Sappiamo ancora sostenere il cambiamento?

L’ombra della Grande Seconda Crisi è passata e l’America è risorta, ha annunciato Barack Obama. Poco tempo fa era dipinto dai giornali di mezzo mondo come un Presidente dimezzato e solo sette anni prima è stato a un passo dal veder fallire un intero sistema economico fondato sul denaro. Oggi racconta la sua storia, i capelli sono grigi, il fisico intatto, la voglia di fare enorme. E noi, figli della guerra, abbiamo ancora qualcosa da dire, una battaglia da vincere, o dobbiamo accontentarci dei miliardi della Banca centrale europea e della brutalità della globalizzazione? Fragili, impauriti, 300 milioni di persone vivono in sistemi in cui si è instaurata la dittatura della “mediocrazia”, quella mediocrità di sistema e di vertice che diventa fragile arbusto rispetto ai venti globali e al culto della meritocrazia a stelle e strisce. Quasi volessero distogliere lo sguardo da qualcosa che non conoscono. Meglio non sapere… La nostra crisi non è solo quella legata agli asittici calcoli dell’economia, a un’iniezione di liquidità guidata dai banchieri, ai Trattati da cambiare. È una crisi d’identità. Gli individui, le persone, i governi, la società stessa, non sono in grado di sostenere i cambiamenti e pensano di potersi accontentare delle politiche monetarie di Francoforte.